FREITAG sta sviluppando insieme a vari partner industriali un telone per camion che, anche dopo essersi lasciato alle spalle una lunga seconda vita nelle vesti di borsa FREITAG, non finisca nella spazzatura, bensì si reinserisca nel ciclo delle risorse. Sono in corso ricerche e sperimentazioni di varie combinazioni di materiali, ognuna delle quali presenta punti di forza specifici e una chance di soddisfare i severi requisiti in materia di economia circolare da un lato, e robustezza dall’altro. Quella che appena poco tempo fa era solo una brillante idea, in questi giorni ha debuttato a bordo di un camion di piccole dimensioni: il primissimo prototipo di telone riciclabile si trova alle prese con il suo primo test su strada.

Neanche due anni fa, FREITAG ha deciso di avviare lo sviluppo di un nuovo tipo di telone a prova di economia circolare che non solo sia realizzato in materiale riciclato, come le borse a cui darà vita, bensì diventi anche riciclabile all’infinito. In altre parole, i teloni devono resistere in primis alle dure condizioni a cui sono sottoposti sulle strade europee. In seguito, l’idea prevede che questo materiale, al pari di quello utilizzato finora, permetta di ricavare pezzi unici FREITAG durevoli che, una volta giunti alla fine dei loro giorni, non debbano essere dati in pasto all’inceneritore bensì possano essere scomposti nei loro materiali di base per essere riutilizzati in nuove applicazioni.

Per affrontare questo avventuroso viaggio nell’industria a monte della propria attività, FREITAG ha potenziato il proprio organico assumendo figure esperte in materiali ed economia circolare. Una volta individuati, svariati partner industriali interessati e dotati di know-how nel campo dei materiali, dei prodotti chimici e dei compositi hanno iniziato a collaborare con gli esperti tedeschi di circolarità dell’EPEA e con partner di lunga data attivi nel settore dei teloni. In questa fase del progetto, FREITAG si è sempre considerata e continua a ritenersi soprattutto un’interlocutrice in grado di chiamare a raccolta diversi attori, nonché un’accompagnatrice spirituale della grande rivoluzione dei teloni.

Anche il nuovo telone a prova di economia circolare, proprio come quello tradizionale, sarà realizzato in un tessuto robusto e dotato di un rivestimento idrorepellente e antisporco. A essere decisiva sarà la scelta dei materiali che andranno a costituire questi due elementi. Innanzitutto, il nuovo telone dovrà resistere alle dure condizioni della vita di strada; nell’ultima fase dovrà inoltre essere possibile riscomporlo nei suoi componenti di base, in modo che questi possano essere riutilizzati per nuove applicazioni. Nel corso del progetto si è assistito alla nascita di più filoni di sviluppo portati avanti da diversi partner e caratterizzati da varie combinazioni di tessuti e rivestimenti, che sono stati perfezionati, testati, scartati e integrati dalle parti coinvolte.

Al momento sono quattro i progetti parziali più promettenti di un telone di camion a prova di economia circolare, tutti in stadi di sviluppo molto diversi tra loro:

  • IL MONOLITICO (ANCORA PICCOLO)
    In collaborazione con un partner specializzato nello sviluppo degli accessori e dei materiali di FREITAG è in corso la messa a punto di un telone in PET. L’obiettivo, che costituisce al contempo anche la principale sfida tecnica, è rappresentato dalla monomaterialità: in altre parole, il progetto prevede la realizzazione di un telone formato da un solo materiale, che alla fine del suo ciclo di vita potrà dunque essere riciclato senza che siano necessari dispendiosi processi di separazione del tessuto dal rivestimento. «Si tratta non solo in linea teorica di una soluzione elegante, ma anche di una proposta interessante ed efficiente sul piano dei costi nell’ottica del riciclo», afferma Bigna Salzmann, Circular Technologist presso FREITAG, che attende con ansia i primi composti di prova che arriveranno a Zurigo in questi giorni.
  • IL TELONE A BASE BIOLOGICA
    Dalla collaborazione con l’Istituto tedesco Fraunhofer, l’azienda Linotech e il produttore di teloni Heytex hanno preso forma diversi prototipi di teloni a base biologica. I composti costituiti da fibre artificiali a base biologica e da un rivestimento realizzato in materiali plastici a base di amido non sono tuttavia ancora pronti per affrontare con successo la prova su strada. «Un telone realizzato con materie prime rinnovabili sarebbe un grande passo verso un futuro più verde non solo per l’industria dei trasporti», dichiara Anna Blattert, anche lei attiva come Circular Technologist presso FREITAG e animata dalla speranza di individuare presto il composto a base biologica ideale.
  • IL POTENZIALMENTE RIVOLUZIONARIO
    Mentre i primi due progetti di telone non sono ancora pronti per essere già testati dagli esperti di economia circolare dell’EPEA, il materiale di rivestimento in TPU (materiale termoplastico) del terzo filone di sviluppo ha già superato la verifica di salute del materiale. «In qualità di azienda chimica, con i nostri materiali poniamo le basi per migliaia di prodotti e ci sentiamo in dovere di accelerare il processo verso la creazione di un’economia circolare. Pertanto, abbiamo subito capito che avremmo voluto partecipare sin dall’inizio a un progetto di cooperazione così interessante come quello di FREITAG», spiega Mark Scheller di Covestro, principale promotore di questo progetto parziale insieme al produttore di teloni Heytex. Al momento, il materiale di rivestimento in TPU viene testato ancora con un tessuto in PES (poliestere). Ma dato che potrebbero volerci ancora anni prima che i composti formati da PES e TPU possano essere di nuovo separati, il team di progetto sta lavorando in parallelo alla realizzazione di un telone rivoluzionario e del tutto innovativo che potrebbe aggirare con semplicità quest’ostacolo. «Stiamo parlando dei teloni del futuro. Siamo grati di poter partecipare a questo progetto, poiché è in linea con la strategia di sostenibilità di Heytex. Lo sviluppo in collaborazione con partner industriali permette di avere uno sguardo a 360 gradi sull’intera catena di creazione del valore, una condizione indispensabile per progettare un futuro a prova di economia circolare», afferma con ottimismo Henning Eichhorn di Heytex.
  • L’INFILTRATO
    Ha compiuto un grande passo avanti il quarto e più recente sviluppo, che in realtà è più una scoperta: durante la fase di ricerca, l’attenzione del team di progetto è stata attirata da un materiale già pronto, sviluppato dall’azienda nederlandese Rivertex, in cui il tessuto e il rivestimento sono realizzati in polipropilene, considerato uno dei materiali plastici più sostenibili tra quelli a base di petrolio. Anche gli sviluppatori di Rivertex sono venuti a conoscenza del team di progetto e si sono già dichiarati pronti a far testare la circolarità del proprio prodotto. «Siamo molto lieti del fatto che il Product Circularity Passport dell’EPEA attesti la massima salute del materiale e la recuperabilità del nostro prodotto. Da anni, infatti, lavoriamo allo sviluppo di un’alternativa ai teloni robusta, riciclabile e interessante sul piano del prezzo. Siamo convinti che la nostra prossima generazione di prodotti sarà ancora più adatta a essere utilizzata come telone di camion, anche grazie alle conoscenze ottenute con i viaggi di prova», dichiara Roef Gaasbeek di Rivertex.

    E dato che un telone deve attraversare varie fasi prima di poter essere utilizzato sui camion, è entrato in gioco l’assemblatore di teloni svizzero Bieri, che ha stampato il materiale di Rivertex dotandolo di cinghie e occhielli. La potenziale rivoluzione dei teloni potrà così farsi strada anche su un camion di piccole dimensioni. Il telone è ora pronto per viaggiare ed essere esposto a sole, vento e piogge acide. Dai test sarà possibile capire in che misura il materiale in polipropilene si presti a essere impiegato come telone di camion. Sarà l’occasione per vedere, ad esempio, se si indebolirà troppo in fretta e, non da ultimo, se le scritte aderiranno bene al telone. Si tratta di una questione cruciale non solo per le aziende di spedizione, ma anche per FREITAG: in fin dei conti, infatti, dal telone dovranno essere ricavate borse ambite, uniche nel loro genere.

LA VIA PIÙ VELOCE NON SEMPRE PORTA PER PRIMA ALLA META
In questo momento non è ancora possibile prevedere quale dei quattro progetti parziali e quali materiali si trasformeranno nel primo telone di camion commerciale a prova di economia circolare. Forse emergerà anche più di un’alternativa agli attuali teloni di camion in PVC. Dopotutto, infatti, molte autostrade portano a Milano e nessuno sa quale sia la più rapida e la più conveniente per raggiungere Roma. «Se un filone di sviluppo convince per la propria elevata circolarità, magari un altro sarà in grado di entusiasmare grazie al minor prezzo del materiale», afferma Anna Blattert, relativizzando l’attuale stato di avanzamento dei vari progetti parziali. Quel che è certo è che il know-how acquisito con i primi prototipi andrà molto presto a vantaggio anche degli altri sviluppi, che continuano a essere portati avanti a pieno ritmo. Allo stesso tempo si intensificherà il confronto su modelli di business e processi circolari adeguati. Dopotutto bisogna garantire che il materiale a prova di economia circolare termini il proprio ciclo di vita inserendosi in quello successivo e che gli innovativi teloni riciclabili entrino in un ciclo infinito invece di finire nella spazzatura.

FREITAG attende con impazienza che gli straordinari partner del progetto diano il via alle prossime fasi e che tante altre tornate di test producano risultati positivi. E naturalmente non vede l’ora di scomporre i piccoli prototipi di telone per sottoporli a verifiche anche nel prossimo ciclo di vita che li vedrà trasformarsi in borse FREITAG a prova di economia circolare.

Brando Mattioli

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