Intervista a Sara Canducci

Abbiamo intervistato la sviluppatrice di tante App come per esempio Photo Lab Pro. Eccovi le risposte alle domande:

Parlaci un pò di te. Chi sei? Comandi! Sono Sara Canducci, giovane programmatrice di 17 anni, nata a Cesena il 24 Marzo 1994. Ho messo le mani sul mio primo computer nel 1997, all’età di soli 3 anni: Si trattava del mitico Commodore Amiga, il mio primo amore. Con il passare degli anni, grazie anche al lavoro di mio padre, mi avvicinai a diversi hobby di tipo artistico come fotografia, ripresa/montaggio video, disegno e grafica pubblicitaria. I primi approcci con la programmazione li ebbi nel 2003, a nove anni, quando cominciai a studiare Action Script 2, con il quale sviluppai una collana di games per PC.

Gli anni passarono e nel 2008, precisamente la notte del 31 Dicembre 2007, esplorai quasi per caso un’avventura chiamata C#. Fin da subito mi prefissi un obiettivo non poco semplice: realizzare un software fotografico con il quale poter lavorare nel mondo professionale, tenendo conto della mia passione per grafica e immagine. Questo progetto mi tenne occupata per circa tre anni fino a che non mi ritenni soddisfatta. Il risultato era più che ottimale, ma questa è un’altra storia, avrei troppo da raccontare!
Parallelamente cercai di “migrare” da AS2 ad AS3 e nel dicembre del 2010 cominciai la mia avventura su App Store: il lavoro più bello e soddisfacente che abbia mai fatto. Per quanto mi riguarda condivido pienamente una delle celebri frasi di Steve Jobs:

“L’unico modo per fare un ottimo lavoro è amare quel che fate. Se non lo avete ancora trovato continuate a cercare. Non fermatevi. Perché prima o poi quando lo troverete, saprete che è quello giusto.”

Parole a dir poco illuminanti: se il lavoro che facciamo non ci piace, non riusciremo mai a svolgerlo in modo impeccabile.

Applicazioni Create? Mmm… bella domanda. Fino alla scorsa settimana in 3 diversi canali sull’App Store avevo caricato 60 applicazioni, molte delle quali sono state ritirate per effettuare aggiornamenti e migliorie interne. Ad ogni modo non temete, vi terrò costantemente informati circa le mie pubblicazioni future.

Cosa ti ha spinto a Programmare per iPhone? Vi dico la verità, non sono mai stata un’amante dei telefonini, ecco perché non ho mai saputo cosa fosse un iPhone fino a quando per caso un mio conoscente di Milano mi mostrò il suo. Il funzionamento dell’App Store mi colpì molto, ma prima di farmi entrare nella testa questa cosa dovettero passare un po’ di mesi. Il 23 Dicembre presi una decisione definitiva: feci una fatica immane per trovare sotto il periodo natalizio un iPhone 4 disponibile ed il 28 ero già registrata come sviluppatrice Apple. Ben presto capii che non si trattava di un semplice telefono, ma di un “mini” computer portatile: internet, mail, apps, video, immagini. La particolare cura del design e l’impeccabilità di iPhone mi avvicinò al mondo Apple, tanto che ora non utilizzo nulla se da qualche parte non ha impressa una mela morsicata!

Hai in previsione Nuove Applicazioni? Wow! Se c’è una cosa che non mi manca è la fantasia! Ho in previsione tantissime Apps, perfettamente compatibili con iPhone ed iPad….E’ il tempo che manca!!! Avrei bisogno di una giornata composta da 100 ore per mettere in pratica tutto quello che mi passa per la testa!!!
In particolare vorrei segnalare a tutti i lettori una nuova collana di games che porta il nome di “Silver Edition”. L’uscita è prevista per il 28 Ottobre, quindi non lasciatevele sfuggire. In anteprima nazionale per “Branzilla.org” renderò pubblici i nomi:

>  iCoppie
>  iParolix
>  Parola Vincente
>  Parola IN

Si guadagna effettivamente programmando Applicazioni? Beh, per poter rispondere a questa domanda è necessario precisare che il concetto stesso di “guadagno” è estremamente relativo, in quanto quello che può essere poco per me magari potrebbe essere lo stipendio di mesi di lavoro per qualcun altro o viceversa.

Per chi volesse iniziare a programmare per iPhone, che consigli dai? Inutile dire che non si può cominciare a programmare per iPhone dall’oggi al domani, ci vuole studio, perseveranza e costanza. In questo tipo di lavoro le ore non si contano e potreste ritrovarvi anche alle 2 di notte ancora al computer o alla domenica pomeriggio. Un’altra cosa di primaria importanza è non darsi mai per vinti: spesso ci vuole tempo per trovare un “bug” all’interno del codice ed anche se verrebbe voglia di “buttare tutto alle ortiche”, dovete continuare a sforzarvi fino a che non lo avrete sistemato. Per diventare sviluppatori iPhone sono necessari altri due fattori, che non possono essere insegnati: la passione per la programmazione e la capacità di capirla.

Sono nata per questo lavoro, per me è una ragione di vita e le ore volano senza che me ne accorga, ma mi rendo conto del fatto che obbligare una persona a fare questo mestiere controvoglia sarebbe una tortura. Come ha detto Steve, ognuno nasce per fare un lavoro. La nostra felicità sta nel trovarlo e praticarlo. Se siamo portati per fare i fiorai, facciamo i fiorai, non ostiniamoci a diventare programmatori iOS. Spero che questi miei consigli possano essere utili a qualcuno. Con questo vorrei ringraziare la redazione di Branzilla per avermi dato la possibilità di parlarvi un po’ di me e della mia storia.

Un sentito ringraziamento a Sara Canducci, che ci ha permesso questa Intervista.

Brando Mattioli

Blogger - Amante della Rete e di tutto ciò che la compone. Appassionato ed emotivo e certe volte alternativo e riflessivo. Sicuramente deciso e insicuro e allo stesso tempo arrogante e spietato.